Confartigianato: 'crisi in Iran, persi 1,6 miliardi export e boom costi materie prime'
Calo esportazioni più di media Ue. "Doppia pressione, a rischio crescita e competitività'
Confartigianato traccia un bilancio dell'impatto del conflitto in Iran sulle imprese italiane e avverte che pesa una "doppia forte pressione". Tra marzo e aprile - calcola la confederazione di artigiani e pmi - l'Italia ha perso 1,6 miliardi di euro di export nell'area del Medio Oriente, un calo del 33% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, peggio della media Ue, "ampiamente" peggio del calo per Germania (-23,2%) e Francia (-14%). A marzo il calo è del 52,5%, "la flessione più pesante tra le principali economie dell'Unione europea". La seconda 'pressione' è "l'aumento dei costi dell'energia e delle materie prime", nei tre mesi di crisi +38,3% il gas, +11,6% l'elettricità, +49,8% il costo industriale del gasolio, +39,3% in un anno in media per materie prime come metalli e minerali. E' un "effetto tenaglia", "da un lato la perdita di sbocchi commerciali in un'area strategica per il Made in Italy, dall'altro l'aumento dei costi di produzione legato ai rincari dell'energia e delle materie prime. Un mix - avverte il presidente di Confartigianato, Marco Granelli - che rischia di rallentare la crescita e comprimere la competitività delle filiere manifatturiere nei prossimi mesi".
L.Sundstrom--StDgbl