Malattie croniche intestinali, previsto il 30-40% in più in 10 anni
Spese per 400 milioni di euro l'anno, al via progetto per prevedere costi futuri
Nei prossimi 10 anni il numero di italiani affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici) potrebbe aumentare del 30-40%. Di pari passi cresceranno i costi, che già oggi ammontano a 400 milioni di euro l'anno per il servizio sanitario e a 21 milioni per la previdenza. Sono alcuni dei dati emersi dall'evento "Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali: il valore della ricerca biotecnologica e della collaborazione fra Istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti" tenutosi oggi alla Camera. L'evento si inserisce in un progetto di Assobiotec - Federchimica dedicato alle Mici, che punta a favorire la definizione di strategie e percorsi integrati di assistenza, nutrizione e cura sempre più personalizzati, efficaci e sostenibili. Il progetto prevede inoltre la realizzazione, a cura di Altems e Ceis, di un modello econometrico in grado di anticipare gli effetti economici legati alla disponibilità di nuove soluzioni diagnostico-terapeutiche. "Il nostro obiettivo è simulare gli effetti delle diverse strategie di gestione delle Mici e anticipare l'impatto delle innovazioni diagnostiche e terapeutiche, mettendo a disposizione dei decisori pubblici uno strumento concreto per pianificare politiche sanitarie più efficaci, sostenibili e coerenti con l'evoluzione dei bisogni di salute", afferma Eugenio Di Brino, co-founder e partner di Altems Advisory, spin-off dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. "Con questa iniziativa vogliamo dimostrare che l'adozione appropriata di soluzioni innovative non rappresenta un costo aggiuntivo, ma un'opportunità per offrire ai pazienti diagnosi e trattamenti migliori e per ottimizzare le risorse del servizio sanitario nazionale", aggiunge Giorgio Ghignoni, co-coordinatore del Gruppo di lavoro Prevenzione di Assobiotec - Federchimica.
Z.Blomqvist--StDgbl