Dalle microplastiche alla resistenza antibiotica, la salute umana passa dagli oceani
Il forum nella Giornata mondiale. Piccioli (Iss), "non esistono confini geografici"
Uno 'scudo climatico' che assorbe il 90% del calore in eccesso, una fabbrica di elementi essenziali alla vita, una 'farmacia blu' da cui attingiamo fondamentali strumenti di cure: oggi gli oceani, fondamentali per la salute degli ecosistemi e quindi dell'uomo, sono minacciatati da riscaldamento, acidificazione, inquinamento costiero e nuovi contaminanti. Ma anche dalla presenza ubiquitaria di vari geni legati alla resistenza agli antibiotici, sostanze pericolose per l'uomo come i Pfas e le microplastiche e tracce del virus Sars-CoV-2 in acque lontane dalle coste, come rilevato nell'ambito del progetto SeaCare, realizzato in collaborazione tra l'Istituto superiore di sanità (Iss), Marina militare italiana e centri di ricerca internazionali, con cui sono stati raccolti dati da tutti gli oceani. Il tema è stato al cento del primo forum internazionale sulla salute degli oceani e dell'uomo, in corso a Roma nella sede dell'Istituito e che ha ricevuto l'endorsement dell'Unesco nella giornata mondiale degli oceani. "I sistemi acquatici stanno emergendo come importanti serbatoi e vie di diffusione della resistenza antimicrobica, con evidenti implicazioni per la salute pubblica globale. Questo richiede un cambiamento di approccio: i rischi sanitari non possono più essere affrontati senza integrare pienamente i dati ambientali nei sistemi di sorveglianza", ha spiegato Andrea Piccioli, direttore generale dell'Iss e ideatore di SeaCare. Per Piccioli, "non esistono confini geografici o di settore: l'impatto dell' uomo si propaga all' interno di un sistema globale straordinariamente complesso e interconnesso. Questo legame fa sì che l'inquinamento e i fsttori di rischio ci ritornino indietro attraverso l'acqua, il cibo e il clima stesso". Per raggiungere questo obiettivo, in occasione del forum è stato stilato un piano, in 10 passi, verso un impegno globale, concreto e costruttivo. Tra questi: il riconoscimento dei mari e degli oceani come un unico oceano globale e come una priorità di salute pubblica; includere la salute umana nel trattato sugli alti mari e renderla un obiettivo per la Water Agenda dell'Onu; promuovere una visione integrata, 'dalla sorgente al mare'; trasformare la complessità dei dati in informazioni e conoscenza; proteggere il mare per il futuro delle nuove generazioni.
O.Forsberg--StDgbl