Stockholms Dagblad - Mostra svela a Firenze quattro ritratti di Vivaldi finora mai visti

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Mostra svela a Firenze quattro ritratti di Vivaldi finora mai visti
Mostra svela a Firenze quattro ritratti di Vivaldi finora mai visti

Mostra svela a Firenze quattro ritratti di Vivaldi finora mai visti

Federico Maria Sardelli li ritrova in collezioni private, decisive fototeche Cini e Zeri

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(di Beatrice Campani) Svelati in una mostra a Firenze quattro dipinti finora sconosciuti che ritraggono il compositore Antonio Vivaldi (1678-1741). Il ritrovamento, fatto dal musicista Federico Maria Sardelli, si aggiunge a un corpus ristrettissimo di ritratti del musicista e conferma i tratti già noti del volto di Vivaldi: fronte alta e tondeggiante, sopracciglia arcuate e sottili, naso dalla radice robusta, guance piene, camicia sempre aperta sul petto, e soprattutto il sorriso. Si rivela un rapporto personale, finora ignoto, con uno dei maggiori pittori veneziani del primo Settecento, Giovanni Battista Piazzetta (1682-1754). Finora sono stati pochissimi i ritratti conosciuti di Vivaldi: sono noti quello del Museo della Musica di Bologna, l'incisione di François Morellon La Cave e la caricatura di Pier Leone Ghezzi. La scoperta di questi nuovi è cominciata quando un liutaio e collezionista ha sottoposto a Sardelli un ritratto di Vivaldi di sua proprietà. È un olio su tela, attribuito al veneziano Giuseppe Nogari, con tanto di certificato datato 1982 che attesta l'acquisto da parte di Leandro Bisiach nel 1924 dai marchesi Durazzo-Da Passano nel castello di Occimiano Monferrato, insieme a due violini di scuola cremonese. Era la casa di Marcello Durazzo, che possedeva metà dei manoscritti vivaldiani, oggi alla Biblioteca Nazionale di Torino. Cercando dunque nell'opera di Nogari, Sardelli trovò nella fototeca della Fondazione Giorgio Cini di Venezia la fotografia di un dipinto identico per posa e dettagli, ma di mano molto superiore. L'originale è ancora nella collezione del direttore d'orchestra Francesco Molinari Pradelli, a Marano di Castenaso (Bologna). Dunque Sardelli capì che il ritratto di Durazzo è una copia coeva di quello bolognese: un olio su tela, in cornice rococò (che appartenne prima al colonnello George Babington Croft Lyons, poi nel 1978 Molinari Pradelli lo acquistò a Montecarlo). Sorti curiose e singolari anche per gli altri due ritratti della rassegna fiorentina. Essi mostrano lo stesso Vivaldi, nella stessa posa e con lo stesso colletto aperto, ma con una seconda figura alle sue spalle. Sono opere di Domenico Fedeli detto il Maggiotto (1712-1794), allievo di Piazzetta. Si tratta di un dipinto passato di recente all'asta nel 2020 come 'Allegoria della musica' di cui esisterebbe una versione quasi identica secondo una fotografia dell'opera conservata alla fototeca di Federico Zeri come Coppia di giovani. L'intera storia di questi 'mai visti' - almeno in pubblico - è ricostruita nel libro 'Il volto di Vivaldi' di Federico Maria Sardelli (ed. Sellerio) in cui si racconta anche l'intera iconografia del compositore. Il capitolo 'Un nuovo ritratto di Vivaldi. Anzi quattro' documenta la scoperta con i dati precisi sulle provenienze, i confronti e la genealogia dei dipinti. Non è un caso, infine, che questa scoperta sia presentata a Firenze dove Antonio Vivaldi fu di casa alla corte granducale. Al gran principe Ferdinando de' Medici, figlio di Cosimo III, musicista appassionato e mecenate, dedicò L'Estro Armonico (1711), raccolta di concerti che ne consacrò la fama in tutta Europa. La rassegna coi ritratti inediti viene ospitata dal Museo de' Medici in via degli Alfani con ingresso dalla Rotonda del Brunelleschi e prosegue fino al 31 ottobre.

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Q.Lindgren--StDgbl