Sogno di una notte di mezza estate, a Roma la coreografia di Balanchine
Dal 9 giugno al Teatro dell'Opera la prima volta del balletto ispirato a Shakespeare
Sogno di una notte di mezza estate, capolavoro coreografico di George Balanchine su musiche di Felix Mendelssohn-Bartholdy ispirato alla celebre commedia di William Shakespeare, arriva per la prima volta al Teatro dell' Opera di Roma dal 9 al 14 giugno. Il nuovo allestimento firmato dall' artista russo naturalizzato statunitense, fondatore del New York City Ballet, vede impegnati il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato, l'Orchestra e il Coro della fondazione capitolina. Sul podio Karen Durgaryan. Guest l'étoile dell'Opéra di Parigi Sae Eun Park che torna come ospite al Costanzi dopo il debutto nel ruolo della baiadera Nikiya. A interpretare le voci soliste le allieve di Fabbrica Young Artist Program Jessica Ricci e Maria Elena Pepi. Partecipano anche gli allievi della Scuola di Danza; scene e costumi sono di Gianluca Falaschi, luci di Valerio Tiberi. Tra gli interpreti principali l'étoile Alessandra Amato nel ruolo di Elena, la prima ballerina Marianna Suriano nel ruolo di Titania e Mattia Tortora in quello di Oberon, in alternanza con il primo ballerino Simone Agrò, che interpreta anche Puck, ruolo condiviso con Gabriele Consoli. Tortora danza inoltre Teseo, in alternanza col solista Giacomo Castellana, impegnato anche come Demetrio, in alternanza con Valerio Marisca. La solista Marta Marigliani interpreta Ermia. Nel divertissement danzano i primi ballerini Michele Satriano e Claudio Cocino, insieme con la solista Sara Loro e l'étoile ospite Sae Eun Park. Completano il cast Federica Azzone nel ruolo di Ippolita, il solista Walter Maimone per Lisandro, Antonello Mastrangelo e Mike Derrua per Bottom. L'universo musicale del Sogno nasce con l'Ouverture composta da Mendelssohn nel 1826 e si completa nel 1842 con le musiche di scena scritte per una produzione di A Midsummer Night's Dream, rappresentata l'anno successivo a Potsdam. Tra i brani più celebri la Marcia nuziale. Balanchine, tra i maestri assoluti della danza del Novecento, creò la sua versione di A Midsummer Night's Dream nel 1962 per il New York City Ballet, dando nuova vita alle partiture di Mendelssohn con una coreografia che intreccia virtuosismo tecnico e poesia scenica. La versione coreografica del capolavoro shakespeariano era già approdata all'Opera di Roma nelle letture di Pierre Lacotte (1988), Luc Bouy (2004) e Paul Chalmer (2009).
R.Olofsson--StDgbl